Yesterday night Mike Napoli was hit in the head hit by a pitch. Luckily he's fine.
Video:
http://mlb.mlb.com/video/play.jsp?content_id=20513851&partnerId=aw-6735917725952310812-996
Picture from ” Dallas Morning News”.
Yesterday night Mike Napoli was hit in the head hit by a pitch. Luckily he's fine.
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Dopo partita sei delle World Series ho deciso di mantenere il silenzio fino alla fine. Quella sfida e' gia' considerata da libri di storia, se non proprio la migliore mai avvenuta alle World Series. E' indubbio, comunque, che cio' che si e' visto venerdi' finira' nell'Olimpo degli eventi sportivi. Milioni di spettatori hanno avuto l'opportunita' di vedere cio' che puo' essere considerato come alla pari con un incontro in contemporanea tra Cassius Clay e Foreman e Bobby Fischer contro Boris Spasski. Non ci sono parole ed e' inutile fare la cronaca degli eventi, gia' presente in migliaia di altri siti sportivi. I blurays sono gia' in produzione; d'altronde deve pur dire qualcosa se per la prima volta una partita di baseball ha avuto piu' spettatori televisivi di una partita di football.
Quattro ore e mezza di sfida continua, in cui mi rimane in mente, senza possibilita' di rimozione ad esclusione di un Alzheimer selettivo, un singolo pitch. Al nono inning, con due out, bastava un tiro per vincere. Un semplice tiro, uno strike e i Texas Rangers sarebbero diventati campioni. Feliz sul pitcher mound, Freese – ovvero l'eroe nato e cresciuto a St. Louis – in battuta. Quel tiro di Feliz, quel movimento, quella certezza di vincere. Come si puo' non vincere con due punti di vantaggio ad un solo tiro dalla fine? Tutto era pronto, incluso lo champagne negli spogliatoi. Pochi centesimi di secondo dopo il tiro si e' sentito quel rumore che nessun tifoso dei Rangers voleva sentire, il suono inimitabile della pallina colpita dalla mazza. E' difficile capire quale sia stato il momento in cui abbiamo realizzato che i Rangers non avrebbero vinto, se il colpo di Freese o se e' stato il momento in cui abbiamo visto Nelson Cruz rincorrere come un disperato la pallina. Sta di fatto che Feliz non ce l'ha fatta e siamo andati al decimo inning in cui la stessa storia si e' ripetuta. Identica. Senza pieta'. Hamilton porta in vantaggio i Rangers di due punti con il suo primo homerun della postseason (ha giocato tutto il tempo con un'ernia inguinale...). Eppure Berkman ha pareggiato di nuovo, rendendo nuovamente vano lo sforzo dei Rangers.
La cosa piu' stupefacente e' il finale da favola, degna dei fratelli Grimm. Entrambe le squadre avevano raggiunto un punto in cui chiunque avrebbe vinto sarebbe stato ricoperto di allori, mentre chi avrebbe perso si sarebbe chiesto per tutta la vita le ragioni. Da un lato, il ritorno di Hamilton, ritorno sia dall'infortunio che dalla dura realta' dell'alcoolismo. Hamilton avrebbe superato ogni ostacolo pur di vincere, aiutato dal suo amico Mike Napoli che poco prima schiantandosi sulla base ha rischiato la rottura della caviglia (tutti dopo aver visto il replay, in cui si vede la caviglia di Napoli stortarsi completamente ed in velocita', ci siamo chiesti come sia riuscito a rialzarsi).
Dall'altro la storia di Freese, il povero ragazzo cresciuto a St. Louis, come un Oliver Twist del baseball del Missouri.
Ha vinto la favola di St. Louis. Il suo homerun nell'undicesimo inning ha permesso la vittoria alla sua squadra. Con partita sei in mano a St. Louis, partita sette non e' stata altro che una formalita'. I Rangers hanno avuto un piccolo scatto d'orgoglio portandosi avanti di due punti per poi essere recuperati dopo pochi minuti.
Quello che rimane e' difficile da spiegare. Il bello del baseball e' la sua imprevedibilita'. Malgrado le migliaia di statistiche stilate per ogni giocatore – che ti permettono di vedere le situazioni singole ma non l'andamento del gioco – gli eventi sono inimmaginabili. Il bello del baseball e' dovuto anche alla totale assenza di un cronometro. Tutto e' deciso in base al gioco, non in base a come si gestisce il tempo. Tutto e' basato sulla capacita' dei singoli, ma anche sull'integrazione della squadra. Non si puo' prendere la palla e buttarla sugli spalti per perdere tempo. Non si puo' fare catenaccio. Non si puo' fare fallo di gioco. Il bello del baseball e' questo. E il bello del baseball e' cio' che ha distrutto i Rangers. Lo spettacolo e' stato meraviglioso, una sfida su sette partite in cui la sesta e' stata fondamentale. Ma la bellezza e' cio' che ha permesso a St. Louis di vincere. Evidentemente LaRussa, il manager di St. Louis, e' riuscito a guardare negli occhi la dea della bellezza del baseball e a vincere. Washington, manager dei Rangers e comunque incolpevole spettatore, l'ha guardata ma dev'essere rimasto pietrificato come se avesse visto Medusa. Questa bellezza – per noi rappresentata da una dolorosa sconfitta – non lascia semplicemente l'amaro in bocca. Sarebbe facile se ci fosse solo questo. Tutti e cinque i sensi sono coinvolti. Si possono ridisegnare le singole occasioni, le singole azioni, ma non avrebbe senso. La mente pero' non puo' e non riesce a staccarsi da quel pitch di Feliz, quello che doveva essere il tiro della gloria. Pero' la mente e' consapevole che non e' quello l'elemento determinate; nel grande disegno del baseball Feliz non ha colpe. E' duro perdere dopo aver visto la Bellezza, e' duro dire che ella non ci piace. E' duro perche' non e' vero. In realta' ci e' piaciuto, abbiamo veramente goduto nel vedere quello spettacolo che ricorderemo anche tra decenni a questa parte. Sappiamo che anche chi non e' appassionato al baseball ha apprezzato lo spettacolo, sappiamo che noi l'abbiamo visto e anche coccolato. Tutti noi che abbiamo l'opportunita' di andare al ballpark speriamo e preghiamo di vedere partite del genere, sfide in ogni parte in cui basta un piccolo evento per far crollare tutto. Partite in cui una singola azione ha l'opportunita' di far soffrire e far perdere la testa a professionisti pagati milioni di dollari per mantenere tutto sotto controllo. Questi eventi ci consentono di vedere che persino loro sono umani e non sono nient'altro che pedoni, spesso piazzati male, nel grande gioco del baseball ovvero quel gioco che impietoso passa sopra ogni persona che prova a mettersi in mezzo al suo tragitto.
Abbiamo visto il grande show, ma a noi tifosi della squadra sconfitta cosa rimane? Non lo so definire, ma rimane un'odore dolciastro, simile all'odore della legna di qualita' decente ma un po' umidiccia che viene bruciata per fare un falo'.Adesso che questo fuoco si sta affievolendo si sente quell'odore particolare, inimitabile.
Abbiamo visto il fuoco, e l'abbiamo visto per tutte le 162 partite che i Rangers, come ogni altra squadra, hanno giocato nella regular season. Abbiamo visto gli alti e bassi di quei giocatori di cui ci siamo inebriati, con cui abbiamo sudato e gioito. Quelle persone che con i loro alti e bassi, con i loro records e con i loro errori ci hanno regalato giornate indimenticabili. Quei giocatori, che come Cruz ci hanno fatto gioire. Come Napoli che, preso ad inizio stagione come scamorza e rifiutato da piu' squadre, si e' rivelato il giocatore piu' importante della squadra. Come Young e la sua battaglia pre-season contro lo stesso ufficio dei Rangers. Per noi, tifosi dei Rangers, rimarranno eroi indipendentemente dal risultato finale di questa stagione.
Grazie a loro sappiamo di aver visto delle fiamme stupende che hanno illuminato la notte ma di cui ora rimane poco. Gli occhi ci fanno un po' male, il contrasto tra il buio e il fuoco ci ha un po' storditi. Ma quell'odore non va via, aleggia nell'aria come a significare la fine, la mancanza di qualsiasi altra possibilita' di ritorno. Sappiamo che tra pochi mesi torneranno le fiamme, la stagione ricomincia ad aprile. Ma non e' possibile ragionare cosi' avanti nel tempo. Abbiamo assistito ad una performance troppo bella per far finta di niente e passare avanti.
Il grande show ha reso i vincitori degli eroi mentre noi siamo stati resi piu' sensibili a questo senso olfattico fortissimo: il meraviglioso, incredibile, stupefacente e assurdo odore che esiste solo con il fuoco della sconfitta.
Siamo a meno uno dalla vittoria. Ieri in una partita tesissima la differenza l’ha fatta Mike Napoli. Partiti malissimo, i Rangers hanno subito ben due punti nel terzo inning, grazie ad un errore di CJ Wilson che su una ribattuta non e’ stato in grado di passare una facile partita in prima base. Murphy, autore di un errore, si e’ invece redento grazie ad un salvataggio in tuffo. I Rangers, sotto di due punti, hanno accorciato le distanze grazie ad uno stupendo homerun di Moreland e hanno pareggiato al sesto inning grazie ad un homerun (in ginocchio) da parte di Beltre. Li’ i Mariners sono crollati e difatti nell’ottavo inning con due uomini in base, Mike Napoli, in ottava posizione in battuta, grazie ad un meraviglioso double ha mandato a punto Michael Young e Nelson Cruz, per il 4-2. Una parola riguardo Napoli. IEri ci sono stati due grandiose giocate di Napoli, che faceva il catcher, in seconda base. Craig sia nel quinto inning che nel nono inning ha cercato di rubare la seconda base ed in entrambi i casi (nel secondo con Pujols in battuta!) Mike Napoli ha tirato una bordata cosi’ forte e cosi’ precisa che per Craig non c’e’ stata la minima possibilita’ di raggiungere la base. In difesa Napoli si e’ rivelato un vero e proprio mostro, praticamente perfetto. Domani si gioca a St. Louis. Ai Rangers manca una partita per raggiungere il traguardo storico della vittoria delle prime World Series. Il traguardo e’ vicino, ma davanti c’e’ una strada molto tortuosa.
Che partita! Dopo l’umiliante 16-7 di sabato, i Rangers hanno dominato Game 4. Derek Holland, lo starter, e’ stato pressoche’ stupefacente, concedendo due umili hits e distruggendo il temutissimo Pujols. Holland, e’ stato in campo per ben 8 inning e 1/3, sostituito poi da Feliz che ha concluso gli ultimi due out (senza ‘save’). Il catcher Mike Napoli e’ invece al momento un volcano. Con ben un 3-run-homerun ha portato i Rangers sul 4-0 che e’ poi stato il risultato finale. Cosi’, si torna al pareggio, con 2-2. Stasera Game 5 in Texas, dopodomani Game 6 a St. Louis. Speriamo.
Partita tre. Cosa dire? Il risultato e' stato di ben 16-7 per St. Louis. Dopo due partite con un punteggio totale che si puo' contare su una mano, ieri c'e' stata una replica del batting practice. Ventiquattro punti che si sono scatenati a partire da un gravissimo – e netto - errore arbitrale che ha sfavorito i
Texas Rangers. Al quarto inning un double play non e' stato visto dall'first base umpire Kulpa (di St. Louis). Su un lancio di Ian Kinsler, Mike Napoli ha taggato Holliday almeno un metro prima che egli arrivasse in base. Dichiarando salvo il giocatore dei Cardinals, le ire di Ron Washington e Napoli si sono scatenate inutilmente. Da li' i Rangers sono letteralmente crollati – senza scuse – subendo ben quattro runs nel quarto inning, tre nel quinto, quattro nel sesto, due nel settimo e uno in entrabi l'ottavo e nono innings.
I Rangers hanno cercato di reagire ma senza successo, facendo tre punti nel terzo e nel quinto, per spoi spegnersi con un singolo run nel settimo. Nulla da ridire. I Cardinals hanno meritato la vittoria. Pujols si e' portato nella storia del baseball pareggiando i tre homers in una singola partita delle World Series di Randy Jackson e Babe Ruth. Pujols e' un mostro e la bullpen dei Rangers non si mostra in grado di fermarlo. Speriamo per partita quattro, i Rangers devono vincere per evitare di trovarsi nella stessa identica condizione dell'anno scorso.
L'erroraccio arbitrale:
Tra circa due ore Game 2 delle World Series.
Pitchers: Lewis (TEX), J.Garcia (STL)
Go Rangers!
Solitamente non mi piace usare aggettivi esagerati per descrivere eventi o talenti sportivi, tantomeno se l’aggettivo dovrebbe essere usato per quelle persone che cambiano veramente il mondo. Di conseguenza il titolo di questo post deve essere preso alla leggera, non troppo seriamente, anche se quello che si e’ visto ieri e’ sicuramente uno degli eventi sportivi piu’ belli che abbia mai visto, uno di quelli che ti fanno apprezzare uno sport anche se non ti piace (e a me, il baseball piace).
Si e’ gia’ detto che siamo nella post-season della Major League Baseball. I Texas Rangers –la squadra che seguo assiduamente –sta giocando al meglio delle sette partite contro i Detroit Tigers. Ieri si e’ svolta la quarta partita, i Rangers in vantaggio di due partite ad una nell’ALCS (American League Championship Series). Chi vince per primo quattro partite passa il turno e va alle World Series che si giocheranno contro il vincitore della NLCS (National League Championship Series) contesa tra St Louis Cardinals e Milwaukee Brewers. La partita doveva cominciare alle 4:15PM ma, causa pioggia, e’ cominciata con quasi due ore di ritardo. Finalmente, dopo una lunga attesa, e’ il momento del primo pitch. I primi in battuta sono i Texas Rangers, quindi in difesa sono i Detroit Tigers. La sfida tra i due pitchers e’ tra Rick Porcello (Detroit) e Matt Harrison (Texas Rangers) quindi e’ impossibile prevedere l’esito basandosi sulle statistiche.
- Texas Rangers 0 –Detroit Tigers 2
Il primo inning finisce in parita’, ma e’ chiaro che Harrison (Texas) e’ in chiara difficolta’ con gia’ ben 20 pitches e 1 walk (Cabrera) che per fortuna si rivela inutile grazie ad una pop-fly di Martinez catturata da Elvis Andrus. Il secondo inning non e’ molto diverso dal primo. Contrariamente, il terzo inning fa tremare il Texas e fa esultare Detroit. Inge riesce a raggiungere la prima base (1 out).ackson viene messo out e Raborn riesce a raggiungere la prima base mentre Inge arriva in seconda. Con due out, un uomo in prima base ed un uomo in seconda base e’ il turno del temutissimo Miguel Cabrera. Harrison (Texas) gli pitcha una pallina a 96 mph che Cabrera riesce a intercettare con la mazza. E’ un double, quindi sia Raburn che Inge fanno punto. Con l’out successivo, la partita si trova 2-0 per Detroit alla fine del terzo inning.
- Texas Rangers 3 –Detroit Tigers 2
Si arriva quindi al sesto inning. Harrison e’ in difficolta’ ma Detroit non riesce a fare ulteriori punti. Quindi, Porcello (Detroit) e’ il pitcher. In battuta il primo e’ Murphy che riesce, con un single, ad arrivare in prima base. Torrealba viene messo out. Kinsler riesce a raggiungere la seconda base, con un double, e a mandare Murphy sull’homeplate, la partita e’ quindi Texas 1 –Detroit 2. E’ il turno di Andrus. Mentre e’ in battuta Kinsler riesce, per un soffio, a rubare la terza base. Andrus con un single raggiunge la prima base e manda Kinsler a fare il 2-2. Hamilton viene messo out. E’ il turno di Michael Young, finora deludente in questo post-season. SINGLE con Andrus che corre e fa punto. 3-2 per i Rangers
- Texas Rangers 3 –Detroit Tigers 3
Al settimo inning, con Ogando al posto di Harrison per i Rangers, Detroit riesce a pareggiare con un bell’homerun di Inge.
- Napoli, Cruz e la giocata che cambio’ il gioco.
Si arriva quindi all’ottavo inning con il risultato in perfetta parita’. E’ chiaro che chiunque faccia punto vincera’ la partita. I Rangers non riescono a fare punto, quindi e’ il turno dei Tigers. Per i Rangers il pitcher e’ Adams. Raburn e’ un out veloce, Cabrera raggiunge la prima base su un intentional walk (molto discusso). Victor Martinez riesce a fare un single e Cabrera riesce a raggiungere la base. Un solo out, quindi un single potrebbe distruggere qualsiasi sogno dei Rangers. Maddox, allenatore dei pitchers per i Rangers, corre in campo per parlare con Adams e Mike Napoli (il catcher). La situazione e’ pesantissima, serve un double-play per tirarsi fuori da questa situazione. Difficile. In battuta va Delmon Young. Primo pitch: strike. Secondo pitch: Ball. Terzo pitch: foul ball (strike). Il quarto pitch e’ uno slider ad 88mph. L’impatto c’e’, la pallina vola verso il right field, supera Michael Young (first baseman dei Rangers). Cruz e’ sotto la pallina, la riesce ad afferrare. Cabrera (Detroit) che e’ in terza base, si mette a correre come un matto per fare punto e quindi Cruz tira fortissimo verso homeplate. E’ un tiro di una violenza particolare ma precisissimo davanti ad homeplate, supera Young e si dirige verso Mike Napoli che si e’ messo in posizione bassa, precisissima pronto a prendere la pallina, toccare Cabrera e sentire l’impatto con Cabrera. Ora, Cabrera pesa 250 libbre, immaginatevi un toro che corre al massimo della sua velocita’. Quello di un toro in corsa e’ piu’ o meno l’impatto subito da Napoli che pero’ in due secondi riesce a prendere la pallina, non perderla, mettersi davanti a Cabrera, prepararsi all’impatto e resistere all’impatto che lo sbatte violentemente a terra. Questo e’ il double-play (Cabrera Out, Delmon Young out) che forse ha cambiato la partita e, speriamo, la storia del baseball.
- Napoli-Cruz il duo dinamico. L’eroismo. La vittoria.
Il nono inning si rivela in un nulla di fatto. Si va quindi agli extra-inning. Il decimo inning non ci sono punti ne’ situazioni incredibilmente interessanti. Si arriva all’undicesimo inning. Il primo turno in battuta e’ quindi dei Rangers, il risultato sempre 3-3. Hamilton in battuta, Valverde e’ il pitcher per Detroit. Double al primo tiro! Hamilton quindi raggiunge la seconda base. Michael Young va in battuta ma viene messo strikeout. Qui, Detroit prova la strategia che si e’ rivelata fallace. Beltre in battuta riceve un intentional Walk e raggiunge la prima base. L’obiettivo di Detroit e’ ovvio, un double play o comunque un out su Mike Napoli. E’ il turno di Napoli… la situazione, prima e seconda base cariche, un out. Primo tiro, ball. Secondo tiro, swinging strike, terzo tiro… single!!!!! Mike Napoli ce la fa! Hamilton corre dalla seconda base alla terza e prosegue poi verso homeplate per fare punto. Fa la scivolata… punto! Siamo 4-3 per i Rangers. E’ il turno di Nelson Cruz che gia’ nel Game 2 e’ riuscito nell’impresa di un Grand Slam all’undicesimo inning. E’ il primo tiro, Cruz e’ concentratissimo, Valverde anche. Valverde tira, e’ una Fastball a 94mph, Cruz parte con la mazza… impatto! La pallina vola, vola, vola, vola… e’ homerun! Incredibile! Incredibile! Lo stadio di Detroit ammutolisce mentre Beltre, Napoli e Cruz fanno il giro delle basi e ben tre punti. Siamo 7-3 ! Successivamente Detroit riesce a fare i tre out, ma in battuta sono chiaramente psicologicamente distrutti mentre i Rangers sono carichissimi. Feliz quindi facilemente riesce a concludere la partita.
Conclusione: La partita e’ stata veramente bella, un duello continuo tra ogni batter contro ogni pitcher. Ogni giocata aveva il potenziale di determinare l’andamento della partita e cosi’ e’ stato.
Complimenti a Cruz, Napoli, i Rangers e anche i Tigers per l’ottimo spettacolo.
La terza partita, la prima a Detroit e' stata una sconfitta. Risultato finale: Texas Rangers 2 - Detroit Tigers 5. Per loro bravissimi Martinez e Fister.
Nulla da aggiungere, hanno meritato.
Oggi pomeriggio partita 4.
Ieri si e’ svolta la seconda partita per l’ALCS tra i Texas Rangers e i Detroit Tigers. Rimandata di un giorno a causa della possibile pioggia –che poi non e’ arrivata –il Ballpark in Arlington ha avuto modo di vedere la creazione di un pezzo di storia del baseball. Procediamo con ordine.
I Rangers si sono portati in vantaggio subito di due punti gia’ al primo inning, ma la festa e’ durata poco. Holland, evidentemente nervoso, ha pitchato solo 2.2 innings, per un totale di ben 74 pitches (!) e solo 45 strikes. Holland nei suoi 2.2 innings ha permesso all’altra squadra di fare ben 3 runs, con ben 4 walks e 1 homerun facendo 0 strikeouts. Per Detroit invece ha pitchato Scherzer, 6 innings, permettendo 6 hits, 3 runs, 1 walk e 1 homerun, facendo 6 strikeouts. La forza dei Rangers e’ stata quindi nel bullpen, i relievers si sono dimostrati semplicemente fenomenali. Feldman si e’ ritrovato in una posizione bruttissima ma se l’e’ cavato alla grande, cosi’ come Ogando e Gonzalez. Feliz ha invece pitchato piu’ del suo solito inning. Fortunatamente sul 3-2 per Detroit ci ha pensato Cruz a pareggiare grazie ad un single-run homerun. Cosi’ dal settimo inning si e’ arrivati al nono, che dovrebbe essere l’inning finale. Tuttavia, nessuna delle due squadre e’ riuscita a portarsi in vantaggio quindi prolungando la partita di ben due innings.
All’undicesimo, storia e’ stata fatta. Per Detroit entra il pitcher Ryan Perry al posto di Jose Valverde. Michael Young –finora deludente nel post-season –al quinto pitch colpisce una fastball a 92 mph e raggiunge la prima base. Arriva il magico Beltre, che l’altro giorno ha colpito ben tre homeruns. Slider, quarto pitch a 85mph…… SINGLE! Micheal Young di corsa raggiunge la seconda base e Beltre e’ salvo in prima… A questo punto il coach di Detroit corre a parlare a Ryan Perry. C’e’ tensione, la partita e’ importantissima… Arriva Mike Napoli –prima aveva subito un intentional walk –al settimo pitch (con 3 ball, 2 strikes) Perry tira una fastball a 91mph… SINGLE! ANCORA !! Young arriva in terza, Beltre in seconda e Napoli arriva in prima (immaginate cinquantamila texani urlare “Napoli Napoli!” in coro…).
In battuta Nelson Cruz… le tre basi sono cariche, un triple play e’ difficile ma potrebbe infrangere i sogni dei rangers. Basta un punto per vincere la partita. I primi due pitch sono Foul Balls, quindi contano come due strikes. Il terzo e’ un chiarissimo ball. La tensione si aumenta, allo stadio c’e’ bolgia, vincere questa significa molto. A casa mia c’e’ il pandemonio, i bambini letteralmente impazziti. Io che urlo alla televisione manco mi sentissero… istanti lunghissimi, il baseball non concede assolutamente di scaricare la tensione, le giocate sono troppo lente, sono dei duelli interminabili. Ryan Perry comincia il movimento. Ci chiediamo tutti se e’ la pallina decisiva. Basta un single, basta un single… Un tiro di 85mph parte, e’ uno slider. Cruz comincia il movimento e colpisce la pallina… si capisce che e’ forte. La bolgia aumenta, ma potrebbe essere una semplice pop-fly, Cruz potrebbe essere out… la pallina prosegue… prosegue…. gli Outfielders di Detroit corrono come dannati… la pallina esce! GRAND SLAM ! HOMERUN ! GRAND SLAM!!! Allo stadio e a casa mia si festeggia come se si fosse atterrati su Marte! Prendo i bimbi e li lancio in aria, urlo come un imbecille. Guardo la TV e vedo che quando tocca l’homeplate Cruz viene “torturato” dai suoi compagni di squadra, con tanto di acqua, birra e schiuma da barba… NELSON CRUZ E’ IL PRIMO GIOCATORE DELLA STORIA CHE FA UN GRAND SLAM NEL POST-SEASON (da almeno il 1903).
E con questo pezzo di storia, Cruz ci regala una vittoria importantissima, dal 1985 (da quando c’e’ il format a 7 partite) solo tre squadre in vantaggio di 2 partite a 0 non sono poi arrivate alle World Series. Il sogno continua.
La partita e' durata 4 ore e 25 minuti, 51.227 spettatori. Temperatura 74 gradi F, vento verso RF a 2mph.